Le occasioni mancate. Nota politica.

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Nella società politica imperniata  sui partiti ideologici non si sarebbero mai inanelletati tanti errori come quelli  compiuti negli ultimi trent’anni.

La fine del comunismo non consentì per beghe e gelosie personali di arrivare rapidamente ad un solo partito socialdemocratico che già allora poteva rappresentare la maggioranza del Paese. La nascita del PDS, poi DS, fu una scelta sciagurata dovendo dar vita d una formazione politica senza arte né parte, e soprattutto senza riferimenti ideali.

La successiva nascita del PD, costituti un incontro tra anime profondamente diverse, con un matrimonio di solo interesse.

Veltroni, con la sua vocazione maggioritaria, ed in ultimo Renzi con la deriva  centrista, decretarono il crollo di un partito mai nato.

L’ascesa di Salvini, il successo elettorale dei grillini, è stato il risultato di politiche sbagliate, di scelte scellerate ed orientate a destra, della inconsistenza dei nuovi gruppi dirigenti.

Occasione mancata fu quella di non volere guardare a sinistra, di promuovere un partito, stile Labour inglese, dove tutti potevano convivere ed avere diritto di cittadinanza.

La rincorsa al centro, quando non a destra, ha provocato la distruzione della sinistra italiana e la nascita di forze populiste che, in assenza di partiti di sinistra, hanno raccolto tutte le spinte rivendicazioniste e tutti i malcontenti dei ceti popolari.

Oggi  la destra avanza, i grillini pagano le loro incapacità ed il dilettantismo puerile, il PD, liberatosi di Renzi, regge od avanza timidamente, ma la sinistra vera ancora non si vede.

Certamente esiste un grande spazio da coprire a sinistra, ma resterà vuoto se si continua ad ostacolarsi a vicenda, se non si elabora un progetto politico comune con al centro il tema del lavoro, se i vecchi gruppi dirigenti non fanno un passo indietro.

I socialisti, allora tutti raggruppati nel PSI, soffrirono l’errore di non presentare liste con il proprio simbolo, pur di garantire il posto in Parlamento  ad un manipolo di dirigenti, di stravolgere la propria natura facendo accordi con i liberisti radicali, con i centristi di Segni, con i conservatori di Dini, per finire poi, per svariati anni ,a fare  i servitori sciocchi del PD.

Il PSI sta celebrando un Congresso strano con un risultato scontato, e con un impegno di  modifica del gruppo dirigente e della proposta politica ancora non ben definite.

Pare, e sottolineo il pare, che vi sarà un nuovo Segretario, a meno che con una nuova giravolta, i veri poteri, nello Statuto, vengano conferiti al Presidente ovvero ad altra figura. Il dato positivo è rappresentato dal fatto che i due candidati  sono abbastanza giovani. Leggendo le mozioni  si può facilmente propendere per la proposta politica di Luigi Iorio, ma non è da escludere che Enzo Maraio possa fare una scelta di assoluta autonomia dalle vecchie logiche e dai vecchi gruppi, diventando il Segretario di tutti.

Si invoca in continuazione l’unità del Partito, ma poi si fa del tutto per non raggiungerla.

Oggi i socialisti fuori dal PSI sono di gran lunga più numerosi di quelli che ancora vi militano.

Avevamo, come Iniziativa Socialista, proposto di celebrare il Congresso con il sistema delle Primarie, dove vecchi e nuovi compagni potessero esprimere il loro pensiero e consentire di riportare nella casa comune tutto il variegato mondo socialista. Invece sono state chieste abiure per chi, avendo assolutamente ragione, ha combattuto contro metodi e comportamenti al di fuori della stessa consuetudine socialista di democrazia  interna.

Dopo vari tentativi di soluzioni bonarie, di incontri ed appelli, è risultato chiaro che la teoria adottata era quella dei “meno siamo, meglio stiamo”.

Allora si procede ad epurazioni, a commissariamenti, ad allontanamenti con costrizioni varie.

Non è bastato il chiaro pronunciamento di un Tribunale sulla validità di un tesseramento incontrollabile, con la convocazione di un Congresso a sanatoria del contenzioso, per ridurre a miti consigli  quei personaggi che avevano una chiara concezione proprietaria del Partito.

Oggi qualche azzeccagarbugli di troppo cerca di confutare realtà sacrosante, sperando nella non presenza congressuale dei contestatori.

Nei prossimi giorni potrà essere decisa la presenza al Congresso Nazionale  anche di quelli a cui è stata rifiutata la tessera con motivazioni pretestuose, di quelli che negli anni avevano abbandonato, e di quelli che hanno ripreso a considerare l’importanza di una organizzazione autonoma dei socialisti italiani.

Diversamente  si arriverà ad una nuova frattura dei socialisti, con Partiti vecchi e nuovi che andrebbero a dividersi lo 0,1 per cento dei voti dell’attuale PSI. E’ questo che si vuole? Mi auguro proprio di no, e mi auguro che il nuovo Segretario rifugga da atteggiamenti egoisti ed abbia veramente a cuore il futuro del socialismo italiano.

Un discorso serio, improntato sulla fratellanza e solidarietà , sono certo porterà i movimenti e le associazioni esterni  al PSI, a riconsiderare un rapporto diverso con lo stesso e la possibilità di una riunificazione che la base socialista aspetta da anni.

Parta dai congressi regionali e da quello nazionale un forte appello a tutti i socialisti, ovunque collocati , a  lavorare per una nuova costituente dove nessuno dovrà sentirsi ospite, senza rivendicare le diatribe del passato, le ragioni o i torti subiti e  per ridare una sola casa comune ai socialisti italiani.

15/03/2019

Angelo Sollazzo


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