Socialisti in Movimento, Uniti per la Costituzione e Area civica

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Con oggi finisce la famigerata seconda repubblica.
Circa 25 anni di violenta antipolitica, di disastri economici, di improvvisazioni, di dilettantismo e di bugie elargite in abbondanza agli italiani.
E’ stato il risultato della personalizzazione della politica e dei partiti, della trasformazione del dibattito in spettacolo, della rappresentazione virtuale e non reale della situazione del Paese.
Una classe dirigente inventata, senza gavetta e senza esperienza, una incapacità di gestire la cosa pubblica, che ha fatto arretrare in Paese fino agli ultimi posti in Europa.
L’inizio del tutto fu la discesa in campo di Berlusconi, che con promesse vuote e con il suo grande potere mediatico ha raggiunto il solo scopo di decuplicare il proprio patrimonio.
L’arrivo di Renzi è servito a tutelare banche, i suoi sodali e la grande industria a cominciare dalla FIAT.
Si è prodotta in questi anni una vera dissacrazione, della politica, non più onore ma sinonimo di malcostume ed affarismo.

Si è arrivati a colpevolizzare l’avversario, senza cercare la verità, la violenza verbale, e qualche volta fisica, ha sostituito il dibattito responsabile e l’ascolto per il Bene comune.
Sono stati commessi errori madornali senza riconoscerlo, la verità unica era solo quella che interessava la parte rappresentata.

Tutto ciò è stato il risultato dell’abbandono delle culture politiche.
Nella storia secolare della società politica le culture hanno sempre rappresentato le differenti proposte per risolvere i problemi delle comunità.

Dalla cultura socialista a quella cattolica-democratica, da quella comunista a quella liberista e conservatrice, sono state queste le culture politiche che da sempre hanno governato il mondo.
Oggi abbiamo l’invenzione di sigle, senza ideali e senza proposte, protestatarie e non costruttive, conservatrici e non progressiste. Senza storia non si ha futuro e senza ideali non si opera per il bene comune.
In questi anni nessuna azione di economia politica, se non regressiva ha conosciuto la luce, non un piano industriale. Allora chiediamoci che Paese è questo?

Si è perseguito il potere fine a se stesso, badando esclusivamente ad interessi di parte, quando non personali.
Nello scenario politico internazionale è entrata in crisi la sinistra , ma non il socialismo.
La sinistra ha perso dove si è alleata ed è stata fagocitata dalla destra, dove invece ha tenuto la barra dritta i consensi non sono mancati.

Basti considerare il consenso entusiasmante di Bernie Sanders negli USA, che dichiaratosi ufficialmente socialista ha raccolto messi di voti giovanili e probabilmente avrebbe battuto Trump. Per non parlare di Jeremy Cobyrn in Inghilterra che ha portato il partito ad un successo che non si otteneva da decenni. 70 enni che hanno parlato il linguaggio della chiarezza al mondo giovanile. Stessi risultati per il primo ministro portoghese Antonio Costa, che guida il partito socialista di successo in successo.

In Italia il Partito democratico ha subito una mutazione genetica e nonostante l’eredita del vecchio PCI e della DC, sta operando politiche di destra scimmiottando il programma di Berlusconi e spingendo l’elettore a scegliere tra la fotocopia e l’originale. Chiaramente l’elettore in questo caso non ha alcun dubbio nello scegliere l’originale, regalando ancora una volta il Paese alla destra.
Oggi il PD nei sondaggi naviga attorno al 20%, bel capolavoro.
La verità è che Renzi ingenera rigetto, con le sue uscite alla Vanna Marchi, con le sue spacconate che ne fanno un bugiardo seriale.

Cosa siamo noi di Socialisti in Movimento? Noi rappresentiamo una parte importante dei socialisti ovunque collocata, probabilmente maggioritaria, e la componente interna al PSI di Iniziativa socialista.
Abbiamo da sempre avversato il renzismo, ci siamo espressi contro le pseudo-riforme del Governo, dal Jobs Act, alla buona scuola, alla privatizzazione latente della sanità, settori che nel passato proprio ministri socialisti avevano realizzato con Brodolini per lo Statuto dei Lavoratori, Codignola per la scuola per tutti e Mariotti per la sanità pubblica. Possono i socialisti accettare tali scempi? Chi lo ha fatto se ne assume la responsabilità.

Gli stessi Socialisti che all’epoca portarono il Paese ad essere la 4° potenza industriale del mondo e produssero leggi per i diritti civili quali il divorzio e l’aborto.
Oggi, invece, abbiamo 5 milioni di poveri assoluti e 4 milioni sulla soglia della povertà, il 12% di disoccupati, di cui il 36% di giovani, abbiamo tra le tassazioni più alte d’Europa, registriamo un livello dei salari tra i più bassi in assoluto. Le mance elettorali non sono un atto di sinistra , anzi distolgono risorse per veri interventi strutturali, utili per creare occupazione stabile e non per fare elemosine per raccogliere consensi. Keynes insegna.

La scissione del PD e la nascita dell’MDP, aveva creato molti entusiasmi. Finalmente nasceva a sinistra un nuovo soggetto politico.

Noi avevamo deciso di fare uno sforzo per superare le differenze e ci siamo impegnati dal primo momento per una lista a sinistra unica ed unitaria. Chiediamo che essa sia distinta e distante dal PD renziano, e solo un cambio di dirigenza e di politica di quel partito ci può consentire di riprendere un dialogo che si è spezzato e non per nostra responsabilità.

Non abbiamo aderito a Liberi ed Uguali per molte motivazioni, ma siamo disponibili a collaborare per far rinascere una vera sinistra in Italia, sempre che questo sia anche il loro obiettivo.
Non abbiamo aderito a Liberi ed Uguali, sorvolando sul fatto che molti loro parlamentari avevano votato leggi e riforme da noi sempre avversate, ma non ci è sembrata una buona idea il modo in cui è stato incoronato a leader Grasso, gran brava persona, ma fuori dalla logica politica che dovrebbe rigettare l’arrivo di Papi stranieri, con la politica che abdica al proprio ruolo, quasi dovesse scontare il peccato originale di essere stati comunisti. Dopo l’ondata dei banchieri oggi abbiamo quella dei magistrati e di questo passo in futuro potremmo avere anche quella dei militari.
LeU non deve essere un PD-bis, dovrebbe marcare la sua collocazione a sinistra, parola non usata nel loro linguaggio e nel loro simbolo. Anzi nel simbolo, invece, è stato inserito il nome del leader, ci risulta anche contro la sua volontà. Ciò non è un atto di sinistra, visto che tutti insieme abbiamo sempre criticato la personalizzazione dei partiti. A tutto ciò si aggiunga l’arrivo dell’indigeribile nome di Di Pietro. Solo Pippo Civati ha avuto il coraggio, all’interno di LeU, di parlare di socialismo, diversamente non si è né carne e né pesce. Non chiediamo strapuntini ma pari dignità.
Ognuno faccia uno sforzo di avvicinamento e di unità. Le ricette perfette non esistono. Noi siamo disponibili. Con Anna Falcone, Pietro Folena e Cesare Salvi, promotori di gruppi ed associazioni, abbiamo intrapreso un comune percorso di collaborazione e di ascolto per dare tutti insieme un contributo per la ricostruzione della sinistra italiana,

Nel Molise siamo stati tra i fondatori di Ulivo 2.0, che raccoglie oltre a Socialisti in Movimento, LeU, una parte del PD dissidente, i comunisti italiani, Uniti per la Costituzione, Area Civica, Democratica ed alcune associazioni civiche e di sinistra. Anche in questo caso lavoriamo per una lista unica ed unitaria. Non subiremo giochetti o furbate, pari dignità, chiara collocazione a sinistra, scelte condivise. Diversamente è pronta lista e simbolo che si chiamerà Partito Socialista del Molise. Nessuno si illuda di poter fare senza di noi, ma saremo responsabili per raggiungere l’unità con l’obiettivo di vincere. Comunque prima i programmi e poi gli organigrammi.

Angelo Sollazzo

28 dicembre 2017

Introduzione alla Conferenza stampa


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