UN PARTITO CHE RICONOSCA I FONDAMENTALI DEL SOCIALISMO. PARTENZE ED ARRIVI.

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Gli eventi di questi giorni non ci meravigliano poiché era risaputo cosa bollisse in pentola.
Abbiamo avuto comunque un atto di chiarificazione che può far bene al futuro del Partito.
Non abbiamo nessuna intenzione di giudicare o criticare le scelte altrui, ognuno sceglie ed agisce come crede, ma riteniamo inaccettabile che si voglia evitare di discutere sul disagio profondo che attraversa il PSI.

Di per sé la fuoriuscita di parlamentari costituisce un fatto gravissimo e la materia non può essere relegata a qualche battuta. Vi sono altri che cercano di allocarsi nella nostra casa, per tentare di recuperare qualche seggio, visto che la propria è fallita.

Urge la convocazione immediata del Consiglio Nazionale del Partito dove senza i diversivi di festicciole e di riunioni seminariali, si discuta per un giorno intero e si decida sul futuro del PSI e del socialismo italiano.

Resta chiaro che necessita ristabilire la “regola principe” sul perché e come si è socialisti.
Se non si accettano i fondamentali del socialismo, non ha più senso chiamarsi Partito socialista.
L’errore gravissimo di aver approvato provvedimenti legislativi lontani anni luce dall’essenza principale di un partito socialista, quali il Jobs Act, che limita i diritti dei lavoratori, l’Italicum, che riduce gli spazi di democrazia, la riforma della scuola, che favorisce il privato a danno del pubblico, e la possibile proposta di riforma della sanità che limiterebbe l’accesso ai servizi essenziali alle fasce più deboli, non può essere considerato in linea con i fondamentali del socialismo.
Brodolini, Codignola e Mariotti si stanno rigirando nella tomba.
Il Governo Renzi si è collocato a destra dei governi di Berlusconi e sta attuando proprio i programmi del berlusconismo. Il PD non è socialista, né riformista e tantomeno di sinistra.
I socialisti con tale gente e con tali politiche non hanno niente a che fare.
Il PSI è ridotto ai minimi termini, l’emorragia sta divenendo un fiume, la visibilità politica è vicino allo zero, non si può dire che non esistano responsabilità.
Invocare l’unità del Partito è giusto, ma bisogna anche invocare scelte politiche socialiste e non essere la ruotina di scorta del renzismo.

Se qualcuno ritiene che sia arrivato il momento di sciogliere il Partito, si sbaglia di grosso, tale prospettiva non è all’ordine del giorno, che deve, invece prevedere un Consiglio Nazionale a breve scadenza, un Congresso vero, con regole chiare, con un tesseramento verificato e con la piena agibilità politica per le opposizioni interne.

31 luglio 2015

Angelo Sollazzo


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