Mettere i puntini sulle i

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Vi è una certa insofferenza, da parte di chi scrive, nel dover sopportare personaggi dentro e fuori il PSI, che pontificano, sentenziano e criticano solo per il gusto di farlo. Si tratta di generali senza soldati , mai eletti, e che non hanno neanche il consenso del pianerottolo di casa. Forse è il caso di rimettere i puntini sulle i.
Non si vuole sparare sulla Croce Rossa e infierire su morti e feriti gravi, ma la cosa strabiliante è che ancora c’è chi difende l’indifendibile.
Andiamo per ordine. Il PD ha subito la più cocente sconfitta della storia dei grandi partiti della sinistra, il PSI è totalmente evaporato con percentuali da prefisso telefonico , che diviso per tre, significa la assoluta insussistenza .
Mentre accade tutto questo, da parte dei responsabili, si fa finta di nulla, anzi si presentano dimissioni fasulle ovvero non ne parlano affatto.
Ora cosa bisogna aspettarsi per ottenere che, chi è colpevole del disastro, si metta da parte e lasci il posto ad altri, magari un giovane volenteroso con valori ed ideali certi? Forse neanche un terremoto ondulatorio e sussultorio, con conseguente tsunami riesce a smuovere tali leaders dalle loro poltrone.
Di fronte allo sfarinamento della sinistra non possiamo che rilevare che molti dei temi a noi cari sono stati ripresi da altri.
Innanzitutto la questione meridionale, grande cavallo di battaglia dei socialisti a cominciare da Giacomo Mancini, è stato messa nel dimenticatoio, e guarda caso, il maggiore successo dei 5Stelle è stato ottenuto proprio nel Sud dimenticato e sfruttato.
Altro clamoroso flop è stato quello di Liberi ed Uguali. La miopia di non includere nel progetto la componente socialista ha evitato la nostra adesione a LeU, con la critica serrata che il tutto serviva solo a salvaguardare il loro ceto politico. A ciò aggiungiamo la incapacità politica di Grasso, papa straniero estraneo alla sinistra riformista, senza un eloquio accettabile, e fatto gravissimo, con il suo nome sul simbolo elettorale. Per non parlare della simpatia mostrata dalla Boldrini. Insomma si fa politica non per gli ideali ma solo per ottenere un seggio parlamentare. E dire che all’inizio erano i giovani a dirigere e apparire, poi sono stati accantonati in malo modo.
Ora se Renzi non molla, Nencini fa finta di nulla, i socialisti hanno il dovere di recuperare il senso di appartenenza, di dotarsi di un soggetto politico con al centro la identità e l’autonomia socialista, per poter meglio contribuire alla rinascita della sinistra italiana.
Sanità pubblica, scuola pubblica, patrimoniale per le rendite parassitarie ed assenteiste, riduzione drastica delle spese militari, tassazione senza sconti al Vaticano, nuovo piano per il Mezzogiorno.
Questi ed altri temi possono fungere da base per il rilancio dell’ideale socialista.
A questo punto occorre seriamente pensare ad un Congresso Rifondativo del Socialismo Italiano.

Angelo Sollazzo

09/03/2018


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