FERMARE L’AGONIA SI PUO’- RITROVARE GLI IDEALI

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Le avversioni ed i rancori personali vanno accantonati quando si tratta di salvare il soggetto politico per il quale abbiamo speso una vita.

Nessuno ha la ricetta in tasca ma ognuno deve fare uno sforzo di generosità per contribuire a far uscire il Partito dallo stato comatoso in cui si trova.

Se poi la superbia dei detentori della leva di comando ha il sopravvento ed essi non riescono a fare ammenda dei propri errori ed a tendere la mano allora il coma diventa irreversibile.
L’egoismo sfrenato per salvaguardare le proprie posizioni di potere, l’alterigia e il rifiuto a guardare fuori dal proprio ambito, costringono i pochi che ancora ripongono una qualche speranza nella guarigione del Partito malato, a mollare la presa e magari iniziare una nuova avventura.
Oggi stiamo parlando del nulla, emorragia di quadri e di militanti, sondaggi irrilevanti o vicini allo zero, progetto politico inesistente, assenza totale sulla scena politica nazionale, impossibilità a presentare liste con il simbolo.

Non dobbiamo ritornare alle accuse reciproche, ma decidere se ha ancora un senso continuare a vivere nella casa comune.

Si può evitare l’accanimento terapeutico? Pensiamo di si. Abbiamo un grande ideale da difendere, una storia fatta di lotte e sacrifici, un passato che tutti ci invidiano.
Avevamo ricominciato a Montecatini con un nuovo inizio ed un risultato deludente dello 0,9 %. I primi tre anni di attività politica facevano ben sperare.

Una serie di eventi mostravano la ritrovata vitalità del nostro soggetto politico.
Tra le tante iniziative ci piace ricordare la Conferenza di Organizzazione di Napoli, la Festa dell’Unità d’Italia di Piazza S.Giovanni a Roma con un Villaggio socialista, la manifestazione Italia Bene Comune al Teatro Capranica. Questo solo per parlare delle più significative.
Ma vi era un progetto ambizioso che costituiva una valida prova del nostro nuovo inizio fatto di innovazioni concrete. La richiesta di applicazione dell’articolo 49 della Costituzione per la regolamentazione della vita dei partiti e la loro trasparenza democratica ed amministrativa. Un cavallo di battaglia di grande visibilità e di notevole richiamo.
I socialisti chiedevano partiti come casa di vetro aperta e democratica.

Per tale motivo, nonostante i contrasti sulle scelte alle ultime elezioni, abbiamo salutato con favore la presentazione di una proposta di legge da parte dei deputati socialisti in tale direzione, anzi all’art. 17 prevedeva il ricorso alla magistratura proprio in mancanza di regole e controlli trasparenti da parte anche di un singolo militante. Quando si dice che esistono le coincidenze. Per questo risulta ridicola la invocazione della privacy da parte di chi dovrebbe fornire i dati richiesti, dimenticando che con la ripartizione del 2X1000 il soggetto politico diventa pubblicistico ed ogni sottoscrittore ha il diritto a procedere ai controlli verticali ed orizzontali. Figuriamoci se a richiedere le documentazioni sono i dirigenti nazionali. Basterebbe qualche consulente più capace.
Ciò che preme rilevare in misura preminente è la direzione della linea politica che esprime il Partito.
La politica socialista si basa sui fondamentali del socialismo che sono gli ideali di libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Il bacino di riferimento è il mondo del lavoro la sua battaglia principale e la tutela dei diritti dei lavoratori. Se tutto questo non è più non si è socialisti.
Cambiare i connotati al Partito, produrre una mutazione genetica significa essere altra cosa e chi la pensa in tale modo farebbe bene a togliere il disturbo.Il nuovismo che ripudia e condanna, che propugna la politica spettacolo, che annuncia e non risolve, che mente spudoratamente sulla realtà dell’economia, che offende categorie di cittadini e sbruffoneggia, non ha niente a che vedere con l’ideale socialista

Renzi è l’uomo della destra più pericolosa, populista ed inconcludente, l’uomo di Marchionne e dei poteri forti, il giocoliere che ha la capacità di produrre armi di distrazioni di massa; come vede di non riuscire a risolvere un problema, devia su altre questioni, fingendo di non ricordare quelle precedenti. Insomma un uomo di spettacolo, con lo stesso programma di Berlusconi con il lato comico mancante. Se i socialisti devono sopportare tutto questo per garantirsi uno strapuntino nel Governo, allora siamo proprio alla frutta.

Ricordiamo tutti come ci veniva propinata la favola che con il nostro rientro in Parlamento e la presenza al Governo avremmo avuto un rilancio strepitoso. Risultato : sondaggio tra 0,1 % ed irrilevante. Un capolavoro.

Per il Governo accantonate la questione sociale, la questione meridionale e quella giovanile, il tema è come punire chi getta per terra i mozziconi di sigarette.

Non si rileverà abbastanza la situazione estremamente favorevole per il rilancio dell’economia, con il petrolio attorno ai 30 dollari al barile, con il dollaro che si avvicina all’euro e con la Banca Centrale europea che pompa danaro per sostenere i Paesi in difficoltà.
Anche un primo ministro del vecchio Katanga avrebbe fatto meglio di Renzi, che invece se la prende, altra distrazione di massa, dopo due anni, con i Governi disastrosi di Letta e Monti.
Come possono aver votato i parlamentari socialisti il maledetto Job Acts, che regala finanziamenti agli industriali per tre anni, che consente licenziamenti senza più l’art.18, e trasforma in modo inutile il tipo di contratti. Meno male che a rimettere la cosa a posto, denunciando il fallimento della legge, ci ha pensato al Banca d’Italia. Come possono avere votato i nostri parlamentari la legge elettorale dell’Italicum, chiaramente incostituzionale, peggiore del Porcellum e che ci condanna, da piccolo partito, al suicidio neanche assistito? Invece di dimezzare il numero complessivo dei parlamentari, si toglie ai cittadini la possibilità di eleggere i propri senatori, con un pastrocchio, che porterà enormi disagi vista la quasi impossibilità dei consiglieri regionali ad esercitare le due funzioni. Sarebbe bastato prevedere la concessione della fiducia ai Governi ad una sola delle Camere.
Ma certamente abbiamo avuto un salto di qualità per riformare la Costituzione passando dai De Gasperi Einaudi, Croce, Togliatti e Nenni a Boschi e Madia.

Per non parlare della Riforma della scuola, divenuta non di popolo ma di elite , dei tagli alla Sanità pubblica che penalizza sempre più i deboli e consente il diritto alla salute solo ai ricchi.
Insomma i nostri Brodolini, Codignola e Mariotti, vedendo i propri compagni votare tali leggi si sono rivoltati nella tomba. Questo il nuovismo fatto di ignoranza , approssimazione, ed arroganza. A ciò diciamo no grazie.

Per dire che non siamo d’accordo proponiamo in tutta Italia la costituzione dei Comitati Socialisti per il NO al prossimo Referendum sulle false riforme di Renzi.

Quindi vi sono gravi questioni politiche che dividono il PSI, non fatti personali.
Il solco è profondo, un atto di generosità è urgente da tutte le parti. Diversamente è la fine.

23 febbraio 2016

Angelo Sollazzo


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