Il consenso

La società politica è investita da un impazzimento generale.

La sinistra sta realizzando un suicidio assistito. La legge elettorale per le elezioni nazionali consente  una mancanza vera di rappresentatività, in barba alla Costituzione ed alla volontà popolare.

Il cittadino, senza le preferenze, non ha più il diritto a scegliere i propri rappresentanti, tutto è demandato alle segreterie dei partiti che fanno eleggere i più fedeli, in luogo dei più capaci.

Assistiamo al paradosso di alti dirigenti di partito, di parlamentari, quando non addirittura ministri, che rappresentano solo se stessi, non avendo neanche i voti del pianerottolo di casa ovvero dei loro familiari.

Questa è democrazia? Proprio no. Siamo alla  vera oligarchia, che ha fatto allontanare dalla politica le persone più preparate ed addentro alle culture politiche. Non ci dobbiamo meravigliare degli strafalcioni di certi leader che nella prima Repubblica non venivano considerati neanche per fare i segretari di qualche sezione di un piccolo comune.

Grillo che parla di composizione del Parlamento con sorteggio, a guisa di lotteria, aggiunge che  gli ultra sessantacinquenni non dovrebbero più votare perché non in grado di intendere, il suo sodale Giuseppe Conte è quel personaggio che dopo aver fatto un Governo  con la destra di Salvini, ne fa un altro con la sinistra, sempre facendo finta di nulla e dopo avere sputato veleno contro il PD, accusato delle più gravi nefandezze ( la vendita dei bambini di Bibbiano), l’appoggio ai gilet gialli francesi, oggi  è schierato alla sinistra del PD, dimenticando la loro annosa avversione alla normale società politica. Se questi sono i leader siamo messi proprio male.

Il PD è ormai uno zombi spaurito destinato all’estinzione. La ereditiera svizzera messa a capo di un partito, dopo che la sua base aveva scelto diversamente, mostra di non avere le idee chiare. Anzi di non averne proprio. A sinistra vi è una vera prateria  da riempire. I milioni di italiani  che non vanno a votare potrebbero ritornare nelle cabine solo in presenza di formazioni politiche legate a culture politiche che  riscoprano valori ed ideologie. Per anni è stata  propinata la idea che le ideologie erano ferrivecchi del 900, e le sostituivano con pseudo movimenti dai nomi improbabili e con la totale personalizzazione degli stessi. Nel passato nessuno si permetteva di mettere il nome del leader sul simbolo del partito. Oggi si vota per la persona e non per l’idea.

La lotta politica non si fa per l’affermazione dei propri valori, bensì per eleggere qualcuno. Per  tale motivo rappresento la contrarietà di molti ad alleanze spurie, alla necessità di eleggere ad ogni costo, dimenticando gli ideali a cui si dovrebbe far riferimento. Nel passato questa teoria bizzarra portò il PSI, per qualche decennio, a scomparire dalle liste elettorali. Ci si muoveva con l’impegno ad eleggere qualche socialista per poi fare sfracelli in Parlamento.E’ opportuno ricordare che lo sfracellato fu proprio il PSI.

Ora si sente dire che si sta tentando un’alleanza con +Europa e Calenda. Sempre con la maledetta idea che bisogna per forza eleggere , senza badare alle proprie idee. +Europa e Calenda non hanno nulla a che spartire con i socialisti. Alle Europee con una lista autonoma e con la legge proporzionale possono tornare casa tanti socialisti.

Basta con la malattia della candidatite acuta, con i consessi elettivi individuati come postifici, come guadagnare stipendi senza merito e senza consenso elettorale. Chi non rappresenta nessuno si faccia da parte, dopo varie sconfitte non vi possono essere appelli all’infinito.

Ho apprezzato la volontà dell’attuale Segreteria socialista ad affermare l’autonomia del Partito. Guai a tornare indietro. La SFIO francese riparti con voti da prefisso telefonico per arrivare ad eleggere Mitterand Presidente. In Italia sono nati partiti da percentuali importanti in tre mesi. Sanità pubblica, scuola pubblica, patrimoniale per i redditi superiori a 10 milioni, riforma della giustizia, legge elettorale proporzionale, giuste tassazioni per il Vaticano e per i giganti di internet: questi possono essere i temi di una grande battaglia socialista.

Senza rivendicare primogeniture riunifichiamo Partiti, movimenti ed associazioni di chiara matrice socialista, tutti alla pari per un obbiettivo comune.

Come socialisti abbiamo i valori, gli ideali, la storia. Proviamoci.

Angelo Sollazzo


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