
Il Venezuela era uno dei Paesi più ricchi dell’America latina. Le riserve petrolifere superavano ogni paese con importanti capacità estrattive. La vera decadenza del Paese è iniziata con Maduro, dopo il periodo Chavez che, anche con errori gravi, tentava di instaurare uno stato sociale per superare le diseguaglianze. Mi permetto di rilevare, per conoscenza personale, che una cosa è stato Chavez, altra cosa è stato Maduro, autista di pulmans e sottomesso da una moglie arpia ed ambiziosa. Ma il popolo venezuelano non accetterà mai la pax americana. Aggiungo che in Sudamerica i gringos americani sono odiati ovunque.
Trump se ne deve fare una ragione: l’America latina per loro è perduta. Maduro merita essere giudicato da una Corte penale internazionale per i crimini commessi, ma non è possibile accettare la regola del più forte, calpestando il diritto internazionale. Trump minaccia di agire allo stesso modo con Messico, Colombia e Perù.
Viene forte il dubbio che cominci ad esserci un problema psichiatrico e non politico.
Gli affari sopra ogni cosa, obiettivo le ricchezze altrui: petrolio, terre rare etc. Ma non solo, c’è la grande voglia di imitare Putin. Il che spiegherebbe la posizione tiepida sull’Ucraina. Il dittatore Maduro sarebbe stato rimosso con un nuovo voto, sotto il controllo ONU, poiché in un paese stremato senza cibo e medicine, per Maduro sarebbe stato inutile anche riproporsi, dopo i brogli dell’ultima tornata elettorale. Trump usa la sua spregiudicatezza anche per liquidare la Machado, premio Nobel e leader dell’opposizione, che potrebbe essere indispensabile per giungere ad un accordo per una transizione pacifica. No, Trump vuole il petrolio venezuelano ed avere mani libere anche escludendo i nemici di Maduro.
Voler governare un Paese non proprio significa il ritorno all’imperialismo ed al colonialismo. Si torni subito alle elezioni con voto realmente libero e democratico e con il controllo internazionale.
Maduro ha ridotto il Venezuela alla fame, Trump lo vuole suddito e come colonia. In tale situazione l’ONU esala l’ultimo respiro e muore, l’Europa dorme e non riesce ad esistere. Vi è la assoluta urgenza di parlare a brutto muso con Trump, di ricordare che gli Stati Uniti erano da sempre considerati un baluardo della democrazia e della libertà ed oggi le sue stranezze stanno sconvolgendo il mondo occidentale. Bisogna che i Paesi liberi e democratici si facciano carico di costituire un Raggruppamento dí volenterosi che possa agire per ristabilire le regole minime della civile convivenza.
In Venezuela vi sono 160 mila italiani e circa un milione di italo-discendenti. L’Italia non può tacere e non può essere lo zerbino degli americani.
6 gennaio 2026
Angelo Sollazzo