
Dalle ultime elezioni europee ed amministrative sono scaturite alcune riflessioni sull’andazzo recente della politica nazionale e sulle prospettive di un rinnovato movimento socialista. Combattere l’attuale destra al potere diventa imperativo per tutti i veri democratici. Purtroppo lo stato di salute del cosiddetto centrosinistra è cagionevole e perfino in agonia.
Il previsto crollo del movimento 5Stelle, ha portato una boccata d’ossigeno al Partito Democratico che sbaglia di grosso se ritiene di essere sulla strada della rivincita.
D’altra parte i grillini non potevano che finire miseramente così come erano nati.
Il fatto grave è che la loro inutile presenza sulla scena politica nazionale ha creato disastri alla nostra economia e prodotto un rigurgito di odio, cattiveria e violenza che mai si erano visti nella nostra moderna società politica.
Chi nasce con la volgarità dei vaffa non può che finire con il riavere i vaffa anche da coloro che li avevano sostenuto. Ma non basterebbe restituire gli epiteti a base del loro agire, ben altra punizione meriterebbero per avere creato un buco alle casse dello Stato di oltre duecento miliardi, con il cosiddetto superbonus, per avere creato con il Reddito di Cittadinanza, disamore per il lavoro a migliaia di giovani che avevano preferito il divano di casa in luogo della necessaria ricerca spasmodica di un impiego dignitoso e soddisfacente. Altri trenta miliardi gettati al vento.
Avevamo perdonato l’uso improprio dei congiuntivi da parte dei massimi dirigenti del Movimento, la confusione sui leader del Cile e del Venezuela, sull’assegnare Matera alla Puglia, sugli strafalcioni in storia e geografia, ma ciò che non è possibile perdonare è la loro transumanza politica che dopo avere governato con la destra di Salvini, con disinvoltura ed una buona dose di faccia di bronzo si alleavano con la sinistra, dopo avere predicato per anni di non riconoscere le collocazioni politiche di qualsiasi tipo, ed invece con un incredibile salto della quaglia si sono schierati con la sinistra, aderendo, a livello europeo, al gruppo più estremista. Senza voler girare il coltello nella piaga si ricordi che Grillo auspicava la creazione di un Parlamento attraverso un sorteggio a guisa di lotteria. Poi vi sono alcune avventure dell’avvocato del popolo Conte, che continua a collezionare gaffe ed predicare tutto ed il contrario di tutto. Per questo aver preso poco più del 9% è già un risultato che non si può che rivedere al ribasso.
L’avere, poi, fatto una santa alleanza con il PD, partito accusato di nefandezze, e cioè aver rubato i bambini a Bibbiano, allora risulta chiaro che nessuna credibilità può essere concessa per il futuro ad un movimento banderuola.
Abbiamo da sempre affermato che il PD è stato un matrimonio di interesse mal riuscito.
Da una parte i vecchi comunisti presi dalla sindrome del loro fallimento, che cedono l’iniziativa politica ai democristiani, vecchi e nuovi, all’altra parte è stato smantellato un partito con una organizzazione formidabile, migliaia di sedi, centinaia di manifestazioni, percentuali da primo partito del Paese. Oggi senza ideologia, senza valori e senza veri riferimenti internazionali sono in un mare in burrasca e già il solito Franceschini, democristiano della peggior specie, sta manovrando per far fuori la Schlein. La cosa ridicola che dopo aver aderito al Partito socialista europeo, compiacente Bettino Craxi, si vergognano di chiamarsi socialisti. In Europa Si, in Italia no. Mistero della fede comunista.
Di Renzi non possiamo che denunciare il suo trasformismo, da segretario del PD a uomo di centrodestra, da promotore dell’adesione al PSE a rottamatore dello Statuto dei lavoratori, vittoria storica dei socialisti italiani, da promotore di riforme istituzionali a consulente a pagamento del regime islamico più retrivo dell’epoca moderna, l’Arabia Saudita.
Su Calenda il pariolino presuntuoso ed ondeggiante, uomo della Confindustria, meglio stendere un velo pietoso.
In questa baraonda i socialisti e cioè quelli che hanno vinto storicamente sono in una situazione surreale.
Certo vi è il problema della legge elettorale, ma la mania di eleggere qualcuno ad ogni costo ha portato prima, durante e dopo le varie segreterie a risultati catastrofici. Alleanze di vario genere, ricerca spasmodica di alleati che potessero consentire di raggiungere i quorum necessari, hanno prodotto solo fallimenti.
Certo l’elemento valido e significativo delle ultime elezioni è stato quello di rivedere finalmente il simbolo del garofano rosso sulle schede elettorali.
Merito di indubbio valore dell’attuale dirigenza, ma con il rifiuto di alleanza da parte di Sinistra Italiana, la lista unitaria degli Stati Uniti d’Europa è stato in bell’azzardo che ha tenuto lontani tanti socialisti dalle urne.
Apparentarsi con Renzi, l’uomo del Jobs Act, con +Europa, movimento che dichiara apertamente di essere stato finanziato da Soros, il finanziere che speculò, con lauti guadagni, sulla lira, non ha rappresentato una qualche attrazione per l’elettorato socialista, da sempre collocato a sinistra.
Oggi ai socialisti si pone il problema del come superare veramente la diaspora, di come ritornare ad essere credibili e di individuare giovani capaci e competenti da inserire nel gruppo dirigente.
Gli anziani, i vecchi compagni devono fare un passo indietro e provare a vedere se oltre la storia possono darci ragione anche i numeri.